Incassi da record per "Il Codice Da Vinci"
Le recensioni negative non hanno bloccato il pubblico: 'Il Codice da Vinci' ha incassato 224 milioni di dollari nel mondo (compresi 77 milioni di dollari in America) nel suo primo fine settimana nei cinema.
Il film tratto dal bestseller di Dan Brown ha stabilito un record mondiale con un incasso di 147 milioni di dollari nella apertura nei cinema non americani superando i 145 milioni di dollari incassati l'anno scorso dal terzo episodio di 'Guerre Stellari'.
Anche l'incasso in America, dove gruppi religiosi avevano istituito preghiere di protesta all'esterno di alcune delle sale dove era proiettato il film, ha superato le previsioni degli esperti che stimavano tra i 50 e i 70 milioni di dollari l'introito potenziale del primo fine settimana della controversa pellicola che ha inaugurato il Festival di Cannes.
Le recensioni generalmente non entusiastiche ricevute dal film non hanno scoraggiato i numerosi appassionati del libro (che ha venduto oltre 40 milioni di copie nel mondo) che hanno affollato i cinema per constatare di persona la rispodenza del film alla celebre storia raccontata da Brown (che ipotizza che Gesù abbia sposato Maria Maddalena avendo una figlia).
I 77 milioni di box-office Usa de 'Il Codice da Vinci' non costituiscono comunque un primato perché il film è uscito solo per tre giorni (dal venerdì alla domenica). Nel 2002 'Spider- Man' aveva incassato 115 milioni di dollari (ancora un primato) ma uscendo nei cinema al mercoledì, con due giorni in più quindi di proiezioni. Il record assoluto di incassi mondiali (America e resto del pianeta) resta comunque, per il fine settimana di esordio, quello del più recente 'Guerre Stellari' che incamerò 253 milioni di dollari.


22 Comments:
La cosa non mi sorprende affatto. Questa caccia alle streghe ha avuto (piuttosto prevedibilmente) gli effetti opposti a quello che i contestatori speravano. E' normale che la gente sia attratta da cio' che è controverso e comunque di attualità (nel bene o nel male).
Inoltre al di la delle apolemica il libro aveva gia avuto un grosso successo di pubblico (40 milioni di copie vendute nel mondo). Ancora non riesco a capire come ci si sia potuti illudere che qualcosa o qualcuno fermasse questo 2fenomeno di costume".
Non sono così convinta che tutto il successo ottenuto sia dovuto alle polemiche. Le polemiche, almeno per certe fasce sociali, hanno avuto un effetto negativo; di saturazione. Alcune persone sono coìè stufe di sentir parlare del libro e delle polemiche ad esseo relativo che hanno scelto di disinteressarsene apposta.
Io sono una tra queste persone: del Codice da Vinci, e di tutte le stoerie che ci girano agttorno, si sente ormai parlare da mesi. Siamo statri letteralmewnte sommersi e a mio avviso è giunto il momento di dire basta e di lasciarli cuocere nel loro brodo.
Beh il punto di vista di fabri è comprensibile: effettivamente negli ultimi mesi si è parlato molto (forse troppo) di questo "caso". Poi chiaramente sta al gusto (e alla sopportazione) personale apprezzare o meno questo genere di dibattito.
Personalmente ho apprezzato il dibatito più per il gusto di capire cosa ne pensava la gente che per il puro intento polemico in sè. Quello che mi pare sia emerso è che, come nella maggior parte dei dibattiti, c'e' chi è pro, chi è contro e chi se ne disinteressa completamente; e a dispetto di quel che può apparire mi sembra che le 3 parti si equivalgano.
Io mi trovo daccordo con andrea.
Ognuno alla fine della fiera fa le sue considerazioni e sceglie che posizione prendere.
Quello che io non capisco è la gente che non rispetta il punto di vista altrui (per quanto diverso/opposto da loro).
Nel caso specifico del Codice da vinci trovo che la discussione sia sfuggita di mano alle 2 parti molto tempo fa, quando si è iniziato ad esagerare sui toni della discussione.
Al di la del fatto che non mi pare che il libro abbia qualche pretesa di verdidicità, è quantomento bizzarro da parte della Chiesa incitare al boicottaggio di un semplice strumento di entrertainment: che stiano cercando un nuovo "demoen2 contro cui indirizzare le proprie ire non sapendo più su chi sfogarle?
Non dico che sia così ma il dubbio mi sorge.
Max posso anche capire il tuo punto di vista però considera che sono mesi che volenti o nolenti sentiamo continuamente parlare di questo "caso" del Codice da Vinci. E non c'e' modo di non sentirne parlare: l'unica soluzione sarebbe tenere spenta la tv o non leggere i giuornali (gia su internet è più facile scegliersi le fonti informative e le notizie).
Quel che voglio dire è che la notizie dovrebbero essere "disponibili" per chi è interessato a riceverle e non "imposte".
Trovo che sia corretto sia il discorso di Fabri come quello di Max: sia il rispetto delle opinioni altrui sia quello della libertà di scelta su quali informazioni ricevere siano sacrosante.
Tuttavia stavamo cercando di portare la discussione sui motivi che hanno fatto in modo che questo racconto/film abbia avuto un tale successo. O forse potremmo anche chiederci se abbia avuto il successo che ci si attendeva.
Non si puo' negare che il fenomeno da Vinci sia in qualche modo stato alimentato dalle polemiche che lo hanno circondato.
C'e' anche da considerare comunque che il libro aveva gia venduto parecchie copie gia prima di diventare oggetto delle apre poleiche che ancora oggi si trascinano.
Io avevo letto il Codice da Vinci almeno un anno prima che il libro divenisse "famoso" (per non dire famigerato). Forse anche per questo motivo ero riuscito a leggerlo ed a poter elaborare una mia personale opinione al riguardo. Dopo che il libro è diventato "famiregato" ho l'impressione che gran parte delle opinioni che sono state maturate dai suoi lettori aderissero sempre di più a una delle due interpretazioni coinvolte nel dibattito. Questo non per assenza di senso critico, ma semmai per influenza del dibattito sui lettori.
Secondo me i effetti si sono tutto sommato bilanciati, nel senso che se da un lato il continuo parlarne ha aiutato a diffondere la notorietà del romanzo (e quindi anche del film) dall'altro lato anche le critiche/polemiche hanno sortito qualche effetto "contgro".
Quindi tutto sommato i risultati di pubblico che il libro ha ottenuto e che sta ottenendo il film (ed otterrà in futuro) sono (e saranno) il risultato delle due "spinte contrapposte".
A me il film è piaciuto, anche se non ho letto il libro. Magari non sarà un capolavoro ma è comunque un film che coinvolge lo spettatore per tutta la sua durata. Se vogliamo alcuni passaggi potevano essere orchestrati meglio ma tutto sommato la vicenda scorre bene ed anche con una certa "tensione". Inutile dire poi che i gusti sono gusti.
Tuttavia se penso alla trama non riesco a spiegarmi tutto il polverone che è stato sollevato al riguardo. Al di la del fatto che il film mi sia piaciuto, trovo che molte delle "teorie" che il film propone per sorreggere la vicenda mi paiono un po' poco credibili o comunque esagerate. Non vedo quindi il motivo per sollverare tutte queste polemiche: alcune teorie sono così assurde che si smentiscono/falsificano da sole.
A me il film non è piaciuto granché ma non per tutti i discorsi, le polemiche e la pubblicità che hanno circondato il libro il film e il loro autore.
Semplicemente mi pare che sia innanzitutto troppo lungo (quasi 3 ore) e in secondo luogo sia raccontato in maniera un po' troppo pesante: nel senso il tono è un po' troppo melodrammatico.
Forse una narrazionne un po' più viva avrebbe giovato alla pellicola.
Il libro al contrario mi aveva lasciata molto più "soddisfatta" forse anche perchè l'interpretazione/rappresentazione del libro è un po' più libera e personale rispetto ad un film.
Leggo tutti questi commenti e mi trovo d'accordo con un po' tutti. Il libro è migliore del film, su questo non ci piove. Oltre tutto, c'è un riferimento all'Italia proprio nel finale (l'hotel Brunelleschi di Firenze) che nel film viene proprio bypassato.
Comunque sia, Brown raccatta notizie qua e là, e la sua versione del mistero di Rennes-le-Château (perchè di questo si tratta) rende perchè c'è suspence. Se si fosse fatto un film su Berenger Sauinere, e non su Jacques il nonno di Sophie, la cosa sarebbe stata ancora più intrigante. anche perchè, non so se lo sapete, ma nell'affaire Rennes-le-Château c'è invischiato anche il Papa buono...
Nicola
Se ti interessa sul mio blog www.mariamadddalena.it parliamo proprio di Maria Maddalena e del Codice Da VInci
La tua risposta è molto interessante Nicola, sai darmi qualche elemento in più? Non conosco molto bene le vicende di cui parli e anche per questo forse il discorso mi sembra ancora più intrigante.
Grazie per la segnalazione Maria, gli do subito un occhiata.
Sono andato a vedere il film questo week-end. A me è' piaciuto. Forse il ritmo in alcuni punti è un po' lento ma tutto sommato le 3 ore di film scorrono via veloci.
Tra l'altro il film riesce a spiegare abbasatanza bene tutti i collegamenti e gli aspetti che coloro che non hanno letto il libro (o che non con oscono la sotira e/o lew teorie)non conoscono.
Se dovessi usare degli agggettivi per definire il film sceglierei esauriente, coinvolgente ma lentamente (e qui la rima ci sta proprio bene).
Per rimanere in tema posto un aggiornamento sul film (preso dal sito di metro'):
Cinema: 'il codice da vinci', in 7 giorni miglior incasso di sempre
26/05/2006 15:56
Roma, 26 mag. - (Adnkronos) - "Il Codice Da Vinci", il fortunato film di Ron Howard distribuito in Italia dalla Sony Pictures Releasing Italia, continua a collezionare record nella sua corsa ai vertici del box-office: nella sua prima settimana di programmazione nelle sale italiane ha stabilito il record di incassi di sempre, totalizzando addirittura 14 milioni di euro.
Alla fine della fiera il succeso del film non pare essere stgato disturbato più di tanto dalle polemiche. Anzi, si può ben dire che il film ne ha tratto sicuramente beneficio, dato che le polemiche hanno stimolato la curiosità nel pubblico.
Ho letto questo articolo sedgnazlato da Maria e devo amettere che è davvero interessante e merita di essere letto.
Da una visione un po' diversa (e più obbiettiva) sul fenomeno "codice da vinci". Ognuno poi si è fatto (o si sta facendo) una propria opinione del fenomeno e dei valori che questo assume.
L'articolo (è un punto di vista, come tanti altri) penso sia da leggere come spunto per arricchire il proprio ragionamento in merito al fenomeno da vinci.
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Ho partecipato all'Evento a Milano. E' stato davvero piacevole dal momento che non solo abbiamo potuto vedere in esclusiva il film al pomeriggio, ma anche partecipare nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie ad una lezione, tenuta da un esperto, sull'Ultima Cena di Leonardo. Abbiamo quindi potuto approfondire un tema di grande attualità ed è stato fantastico, alla fine della giornata, riunirsi nel suggestivo chiostro della basilica a discutere davanti ad un ottimo buffet
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